Paolo, l’uomo di acciaio studiato dagli scienziati

9 settembre 2015

“Il mio limite? Lo sto cercando, voglio capire quali sono le mie potenzialità senza perdere il contatto con il mio istinto, l’innata “voce” che mi segnala la linea rossa del rischio e mi dice di fermarmi”. Sono diventato un ultraironman quasi per scherzo se non fosse stato per quella battuta di un amico… “e ma tu non ce la puoi fare”, che ha acceso in me lume della sfida destinata a superare ogni aspettativa. All’inizio mi sono cimentato nelle prove corte o gare sprint, che prevedono 750 metri a nuoto, 20 chilometri in bici, 5 chilometri di corsa. Ho capito fin da subito che potevo fare molto di più e sono passato al Triathlon olimpico con 1,5 chilometri a nuoto, 40 chilometri in bici e 10 chilometri di corsa e ancora non bastava…
Fonte L’Arena, 3 marzo 2013
http://www.agsm-energyinlife.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/l_arena_p_bendinelli_3_marzo_2013.pdf

Related Post
Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *