10Penta Ironman: sono pronto per la mia sfida a León. Da Lugagnano di Verona, paese in cui vivo e gestisco il panificio storico di famiglia, tornerò in Messico, a 1.850 metri di altitudine, dove ho gareggiato, nel 2014, nel Triplo Ironman, per affrontare l’evento mondiale di Triathlon più lungo della stagione 2015: soltanto sette i partecipanti di varie nazionalità, con un unico italiano in gara, il sottoscritto. Questa volta farò cinquina: dovrò sostenere una distanza Ironman, vale a dire 4 chilometri di nuoto, 180 chilometri di bici e 42 chilometri di corsa, per cinque giornate consecutive di gara, dal 19 al 23 ottobre: una moltiplicazione che, per singola disciplina, dà come risultato rispettivamente 20 chilometri a nuoto, 900 chilometri in bici e 210 chilometri di maratona.

La gara durerà circa 75/80 ore.  Ogni giorno brucerò il 20% della mia energia totale e sarà interessante capire cosa succederà il 5°giorno, che, stando ai calcoli, non lascia spazio a energia residua: un’incognita. Sono sicuro che saprò gestire ogni momento: troverò la formula strada facendo. Il mio dispendio energetic, forse, vi farà impallidire: secondo il mio nutrizionista il mio consumo totale, nei cinque giorni, sarà di circa 60 – 70.000 calorie. Variabili di gara come l’altitudine, la pressione barometrica e, soprattutto, una forte escursione termica potrebbero metterci in difficoltà: per fare un esempio,  si passerà dai 6°C il mattino, fino agli oltre 30°C nel corso della giornata.

Chi mi segue dal punto di vista scientifico e medico mi mette in allarme, perché stress di questo tipo provocano dei microedemi polmonari e delle microfratture del miocardio. Sono cosciente che mi avvicino a una linea molto delicata, ma non avverto paura e prevale, piuttosto, la curiosità di vedere cosa accadrà. Da anni il CNR di Pisa, nella persona del prof. Angelo Gemignani, psicofisiologo dell’Università di Pisa, del Centro Extreme della Scuola superiore Sant’Anna e dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), mi tiene sotto osservazione per studiare la risposta adattativa dell’asse cuore-cervello-polmoni ad ambienti e condizioni di stress psicofisico estremo. Farò continui briefing con me stesso per valutare il livello di risorse energetiche disponibili, “ascoltando i messaggi del mio corpo”. Sono anche consapevole che entrerò in una sorta di “bolla” dopo i primi chilometri di gara, definita come “stato di flusso”, in cui le informazioni dall’esterno non avranno più alcun senso per me, così come la fatica diventerà impercettibile.

La mia integrazione alimentare sarà composta da carboidrati, zuccheri e maltodestrine sotto forma di panini, cioccolato e Parmigiano Reggiano. Non utilizzo barrette di nessun genere. Dormirò dalle quattro alle sei ore per notte: mi sono allenato a liberare la mente per entrare quasi a comando nella fase REM, che mi permette di ottimizzare la qualità del sonno.
Durante la gara non sarò solo. La Federazione mondiale IUTA (International Ultra Triathlon Association) obbliga ciascun atleta ad avere una propria assistenza per il ristoro e i rifornimenti e per ciò che può servire all’occorrenza, così porter con me Alfonso Napodano, di Verona. Ci siamo conosciuti due anni fa, nel gennaio 2013, casualmente, pedalando. Stava uscendo da un ciclo di chemioterapie per combattere il cancro. Quando ho saputo che si era ripreso, nell’aprile 2015 l’ho chiamato e gli ho proposto di venire in Messico con me per realizzare il suo sogno: oltre a darmi assistenza in gara, correrà lui stesso, il 23 ottobre, in corrispondenza del quinto e ultimo Ironman di gara. Sono felicissimo e lui lo è ancora di più.

In vista di questa grande sfida sono pervaso da curiosità e ottimismo: sono consapevole che, in queste ottanta ore di gara, incontrerò ostacoli e crisi metaboliche a ripetizione, ma, di volta in volta, riuscirò a superarle. Sarà un’esperienza di ulteriore crescita personale. Non mi interessano i numeri di gara. Ciò che fa la differenza è l’atteggiamento mentale: pensare di farcela e alimentare la voglia di non mollare.

Lo sponsor


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Il 2015 mi ha portato un’altra bellissima novità, inaspettata e davvero gradita: uno sponsor, AGSM Verona SpA, prima realtà municipalizzata Veronese nella produzione e distribuzione di energia elettrica e calore, distribuzione di gas e servizi di telecomunicazioni. Tutto è nato in modo davvero imprevedibile. Sono molto contento di questo supporto e ringrazio il mio main sponsor: personalmente non cambierò il mio modo di essere e di affrontare la grande gara che mi aspetta e andrò in Messico con l’entusiasmo di sempre.

 

Solidarietà


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Accanto al nome del mio sponsor, porterò in Messico quello di ABEO Verona, Associazione Bambino Emopatico Oncologico, il cui neo presidente Alberto Bagnani ha accolto la mia iniziativa a braccia aperte. Il mio obiettivo va oltre la possibilità di dare visibilità all’Associazione: vorrei sensibilizzare altri sponsor che incontrerò sul percorso di gara, per raccogliere fondi e poter fare una donazione in occasione della festa di Natale 2015.

Comments
  • Paruca 17 settembre 2015

    Grandissimo Capitano, avanti tutta! PIUMATI POWER!

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